Napoletano: i sostantivi e gli articoli
Posted by Chris Corbyn in Lingua napoletana on 15 February, 2010
Questa posta è parte di una serie di poste sulla lingua napoletana che scriverò qui, sotto il tag “Lingua napoletana”. Purtroppo non c’è scritto tanto della lingua napoletana sull’Internet. Intendo di raccogliere le più informazioni com’è possibile mentre l’imparo, poi riscriverle qui in formato lezione.
A usare i sostantivi in lingua napoletana non è troppo diverso di ciò in lingua italiana. Ci sono sostantivi maschile e femminile, i quali si usano gli articoli diversi e finiscono, di solito, con lettere diverse. Ma ci sono tre differenze molto ovvie:
- C’è un altro genere di sostantivo, il che non è maschile né femminile. Si chiama “neutro”.
- Il plurale richiede, di solito, la stessa ultima lettera per i maschili e per i femminili tutti e due.
- La prima consonante del sostantivo, di solito, è raddoppiata per i sostantivi neutri e per quei femminili e plurali.
In lingua napoletana, di solito, non si pronuncia l’ultima vocale della parola, purché non è una “a”. Infatti, per questa ragione la gente spesso scrive un apostrofo invece (per es. “’o napulitan’” invece di “’o napulitano” — italiano: “il napoletano” come l’uomo napoletano). Comunque, non è vero che non è mica pronunciata; è suonata muta, ma non è pronunciata. Quest’è difficile capire senza di ascoltare un po’.
Si può vedere il sostantivo stesso scritto in due o più formi con una lettera (in particolare la “e” per la “i”) cambiata per un’altra (per es. “’o piccerillo” e “’o piccirillo”). Purtroppo, perché la lingua non si è mai standardizzata, ci sono tanti modi da scrivere la stessa parola. Dovrebbe essere chiaro quale parola è comunque.
Sbirciamo le fini dei sostantivi napoletani…
| Genere | Fine |
|---|---|
| maschile singolare | –o |
| femminile singolare | –a |
| neutro | –o |
| maschile plurale | –e |
| femminile plurale | –e |
Nota che non c’è alcun “neutro plurale”. Nota anche che entrambi il maschile plurale e il femminile plurale finiscono con la stessa lettera “e”, e anche che entrambi il neutro e il maschile singolare finiscono con la “o”. Discuteremo il modo in cui sono distinti uno dell’altro più tardi. Prima, vediamo gli articoli determinativi.
Gli articoli determinativi
Un articolo determinativo è la parola che precede il sostantivo per indicare il numero e il genere del sostantivo (per es. gli italiani il, lo, i, gli, la, le, l’). Come in italiano, l’articolo deve indicare il genere del sostantivo che lo segue. Abbiamo questi articoli.
| Genere | Articolo determinativo |
|---|---|
| maschile singolare | ‘o, ll’ |
| femminile singolare | ‘a, ll’ |
| neutro | ‘o, ll’ |
| maschile plurale | ‘e |
| femminile plurale | ‘e |
L’articolo ll’ è usato solo prima della vocale. Gli altri articoli sono le formi più corti degli articoli lo, la, li e le, i quali non vengono usati spesso in questi giorni.
Gli articoli sono spesso scritti in altri modi
Purtroppo non è possibile darvi delle regole fissate dato che il napoletano non fosse mai standardizzato. Vediamo spesso queste differenze comuni.
- L’articolo ll’, usato prima di una vocale è spesso scritto l’ (“l” singola).
- Si può vedere l’articolo ‘o scritto come ‘u per entrambi il maschile singolare e il neutro.
- Si può vedere l’articolo ‘e scritto come ‘i per il maschile plurale. Comunque questo non è usato in Napoli.
- L’apostrofo è talvolta visto dopo l’articolo, invece di prima (i.e. o’, a’ ed e’).
Per indicare il genere del neutro e del femminile plurale
Nota che gli articoli per il maschile singolare e il neutro sono uguali. Nota anche che gli articoli per il maschile plurale e il femminile plurale sono anche uguali. Dato che le fini per i sostantivi di questi generi non sono diverse si usano un altro modo per indicare il genere. Ci sono due modi possibili per indicarlo. Di solito, per il neutro e per il femminile plurale, si raddoppiano la prima consonante della parola (per es. “’o nnapulitano” è neutro per la lingua napoletana, mentre “’o napulitano” è maschile per un uomo napoletano). L’altro modo è da cambiare una lettera altra dell’ultima (per es. “’e guagliune”, i ragazzi; ed “’e guaglione”, le ragazze).
Tolvolta non si cambia il sostantivo per ogni genere. In questo caso si deve guardare l’articolo. Per quelli plurali, il contesto diventa importante.
Qualche esempio con l’articolo determinativo:
- ‘a pummarola; ’e ppummarole (il pomodoro; i pomodori)
- ‘o criature, ‘e criature, ‘a criatura, ‘e ccriature (il bambino, i bambini, la bambina, le bambine)
- ‘o guaglione, ‘e guagliune, ‘a guagliona, ‘e guaglione (il ragazzo, i ragazzi, la ragazza, le ragazze)
- ‘o mare, ‘o sole, ‘a luna (il mare, il sole, la luna)
- ‘o ccafè (il caffè)
Nota che il genere non è sempre lo stesso come quello in italiano quando si traduce (per es. il pomodoro, maschile; ‘a pummarola, femminile).
Gli articoli indeterminativi
Gli articoli indeterminativi equivalono agli italiani un, una, un’.
| Genere | Articolo indeterminativo |
|---|---|
| maschile | nu, n’ |
| neutro | nu, n’ |
| femminile | na, n’ |
Quello n’ è usato prima di una vocale.
Qualche esempio con l’articolo indeterminativo:
- na pummarola (un pomodoro)
- nu criature, na criatura (un bambino, una bambina)
- nu guaglione, na guagliona (un ragazzo, una ragazza)
- nu ccafè (un caffè)
I numeri romani
Posted by Chris Corbyn in I miei pensieri in italiano, Learning Experiences on 8 February, 2010
Questa posta probabilmente vi sembra un po’ ovvia perché sono semplicemente i numeri, vero? Ma per gli inglesi, come io, i numeri romani non sono usati spesso. Gli italiani usano i numeri romani molto molto spesso, di solito quando scrivono le date, benché noi inglesi non li usano mai oggi (beh, forse soltanto in qualche elenco, ma sempre i numeri bassi). Allora, quando io li leggo, li trovo piuttosto difficile per capire. Anche, tutti gli studenti nelle mie lezioni li trovano difficile, perché non gli siamo abituati.
Perciò questa posta serve semplicemente per riassumere come si usa i numeri romani.
Al tempo che sto scrivendo questo blog post, è l’anno MMX, o potresti dire (II)X. L’anno scorso era MMIX o (II)IX. La maggior parte della gente inglese probabilmente sanno le forme MMX e MMIX, comunque tante persone probabilmente devono pensarci un po’ prima di sapere che numeri fanno.
Le lettere che si usano
| lettera | numero |
|---|---|
| I | 1 |
| V | 5 |
| X | 10 |
| L | 50 |
| C | 100 |
| D | 500 |
| M | 1000 |
La M fu aggiunto più recentemente e non fu usata dall’inizio.
Come leggerli
La ragione principale perché gli inglesi li trovano difficile, è perché si deve fare un po’ di semplice aritmetica mentre stanno leggendoli.
Aggiungiate tutte le lettere insieme:
- I = 1
- II = 2
- III = 3
- VI = 6
- VII = 7
- VIII = 8
- XXX = 30
- ecc…
Ma quando c’è un numero più basso del successivo, si deve sottrarlo:
- IV = 4
- IX = 9
- XL = 40
- CM = 900
Si può combinare queste aritmetiche, aggiungendoli e sottraendoli dalla sinistra alla destra:
- XXIV = 24
- CXL = 140
Attenzione!
Non si può sottrarre alcun numero che è più di un’unità diversa della precedente. Ad esempio:
- IL non fa 49, il qual’è XLIX!
- IC non fa 99, il qual’è XCIX!
- XM non fa 990, il qual’è CMXC!
Anche, si è sbagliato per sottrarre più di un numero del seguente. Ad esempio:
- IIX non è corretto per dire 8. Si deve usare VIII.
Comunque, anche nella storia italiana, noi troviamo quest’errore ogni tanto.
Dei numeri più complicati
- MCMXCIX = 1999, perché: M (1000) + CM (900) + XC (90) + IX (9) = 1999
I numeri più alti del mille
I romani non usarono la M all’inizio. C’è un altro modo in cui dire i numeri oltre 1000. Se si mette le lettere fra parentesi, il numero fra i parentesi si è moltiplicato da 1000.
Quindi:
- (I) anche fa 1000
- (X) fa 10.000
- (XI) fa 11.000
- (XXIV) fa 24.000
- (M) fa 1.000.000
Si può anche aggiungere più di un paio dei parentesi per continuare a moltiplicare i numeri più di una volta:
- ((IX)) fa 9.000.000.
Poi ricordatevi che può aggiungere altri numeri dopo (sta diventando difficile, eh?!)…
- (X)IX = 10.009
Quando state usando la M, non è corretto per metterne più de tre in fila. Si deve cambiare a usare i parentesi dopo 3000. Perciò, i numeri 1000, 2000, 3000, 4000 e 5000 sono M, MM, MMM, (IV) e (V).
Problemi con questa sistema dei numeri
L’aritmetica non è facile con i numeri romani, perché il metodo in cui si può sottrarre (e.g. IV) significa che la sistema non è “posizionale”. Prima di poter fare l’aritmetica, si deve rimuovere la sottrazione, poi dopo aver fatto l’aritmetica, si deve rimettere la sottrazione.
Un altro problema è che non c’è alcuno zero. Almeno, non un vero zero (si può scrivere la parola “nulla”).
Le frazioni
Questo ancora mi stupisce. Mentre i romani ebbero un modo in cui scrivere le frazioni, fu molto difficile, e la precisione non fu molto esatta. Non voglio scrivere troppo delle frazioni, ma essenzialmente tutto fu diviso da 12, e un dodicesimo fu scritto come un punto “.”. Per una metà fu possibile scrivere la lettera S. Quindi:
- XIV… fa 14 e un quarto (14 più tre dodicesimi)
- XIVS… fa 14 e 3 quarti (14 più una metà più tre dodicesimi)
Fu possibile per usare le frazioni più piccole, ma diventa molto più difficile per spiegare. Anche, io non ho alcun’idea come furono scritti i numeri sotto zero. Si può solo assumere che i romani non lo trovarono facile per fare la matematica complessa
Dove Andare?
Posted by Chris Corbyn in Viaggio on 11 January, 2010
Andrò in Italia fra giugno e agosto quest’anno. Ho veramente bisogno di decidere dove andrò comunque. Perciò leggevo un libro di viaggio di Lonely Planet e ho notato qualche posto.
Beh, no. Ho notato troppi tanti posti. Avrò circa 8-9 settimane quindi con c’è la possibilità da vedere tutti. Adesso ho bisogno di ridurre quest’elenco!
Fai clicca sulla mappa per più informazioni. Mi fa ridere un po’!
Aggiornamento:
Ho ora ridotto il elenco, e anche ho comprato i biglietti d’aereo a Roma (Fiumicino). Inizierò il viaggio a Sorrento il 17 giugno, perché la mia famiglia sarà lì per una vacanza. Poi andrò dovunque fino al 5 agosto.
Ho pensato di farlo in quest’ordine:
- Sorrento
- Roma
- Firenze
- Urbino
- Venezia
- Lago di Garda
- Milano
- Lago di Como
- Torino
- Genova
- Cinque Terre
- Lucca
Può vedere il nuovo elenco (e anche i giretti) qui.
Libro: Prigionieri del Paradiso
Posted by Chris Corbyn in I miei pensieri in italiano, Libri on 31 December, 2009
Questo libro è il mio terzo libro italiano appena finito. E anche il mio preferito. È scritto da Arto Paasilinna di Finlandia e parla di un naufragio d’aereo nel sud pacifico.
Secondo me, questo libro è molto impressionante. Non mi piace i libri che passino un lungo tempo da descrivere i situazioni, mentre il lettore sta pensando a quando l’autore si arriverà al punto. Perciò Prigionieri del Paradiso mi è piaciuto molto. L’autore ha un modo da scrivere molto succintamente, senza di lasciare il lettore mancare l’immaginazione bel chiaro.
Ci sono così tanti cose che succedono fra le 197 pagine di questa storia. È scritto in modo che mi sembri quasi come il nonno, oppure un buon amico si sta raccontandolo a voi.
Il libro si comincia a bordo l’aeroplano, il quale partì dal Tokyo in viaggio verso l’Europa. L’autore scrive come se lui sta raccontando gli avvenimenti in prima persona. Vedi i suoi pensieri e tutti le osservazioni solo dalla prospettiva dall’autore. Così quando le cose stanno avvenendo senza l’autore in presenza, anche il lettore non sa che cose stanno succedendo. L’autore descrive come l’aereo si trova sé in pericolo, in una gran tempesta. Il pilota annuncia ai passeggeri che stanno per tentare a fare un ammaraggio. Lo riescono e tutti partirono dall’aeroplano al mare. Sono sopra una barriera corallina, evidente dai scogli intorno a loro.
Il mattino seguente l’autore si trova a riva, interamente bagnato dal mare. Nessuno si vede, dunque cammina lungo la spiaggia cercando gli altri. Ma niente. Non ha alcuni cose, ad eccezione dell’orologio che ha smesso a funzionare, ma solo per un po’.
Passa tutta la giornata camminando lungo la spiaggia prima di decidere a girarsi a cercare l’altra direzione. Dopo due giorni da solo, lui trova una donna in condizione pessima. Dato che al questo punto l’autore ha trovato l’acqua (ma nessun cibo), le dà un sorso d’acqua con le mani. Tutti e due trovano il resto del gruppo, circa una cinquanta di loro, la maggior parte di cui sono finlandese o svedesi. Due sono stati morti dai squali.
Da questo punto, le persone abbandonati a quest’isola devono sostenersi fino al salvataggio. Esplorano l’isola tropicale. È pericoloso con i serpenti, i gamberi velenosi e altre animali pericolosi. Dopo qualche giorno, tutti sono molto affamati e decidono che devono dividere il gruppo a squadri. Eleggono un governo e ognuno si è assegnato un lavoro da sostenersi.
L’autore scrive del modo della vita su quest’isola, che è pericolosa, ma anche di solito piuttosto tranquilla. Parla della libertà sessuale, delle amicizie, delle crimini, della guerra, delle relazioni e anche qualche idea interessante di sopravvivenza.
Dopo circa nove mesi sull’isola, tutti hanno imparato come ci sopravvivere e l’isola non sembra così pericolosa. Attuano un’idea di salvataggio nella giungla perché possono tornare a casa. Ma tutti volerete tornare dopo così tanto tempo lì? Forse no.
Terrò d’occhio altri libri di quest’autore. Forse altri sono anche piacevoli.

