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	<title>Amo l&#039;italiano</title>
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	<description>One man&#039;s journey into la bella lingua.</description>
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		<title>Sono tornato!</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 16:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Corbyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Che vacanza!  Che bellissima, meravigliosa vacanza. Sono in Inghilterra, terra mia, mentre scrivo di questo, ma sono appena tornato dall&#8217;Italia, dopo una vacanza di sette bellissime settimane.  La settimana prossima tornerò in Australia dove vivo adesso. Aspettavo questa vacanza da un anno, dopo l&#8217;ultima vacanza a Lago di Garda, dopodiché ho iniziato a studiare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che vacanza!  Che bellissima, meravigliosa vacanza.</p>
<p>Sono in Inghilterra, terra mia, mentre scrivo di questo, ma sono appena tornato dall&#8217;Italia, dopo una vacanza di sette bellissime settimane.  La settimana prossima tornerò in Australia dove vivo adesso.</p>
<p>Aspettavo questa vacanza da un anno, dopo l&#8217;ultima vacanza a Lago di Garda, dopodiché ho iniziato a studiare la bella lingua. Fatemi dirvene un po&#8217;, se posso <img src='http://amoitaliano.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il 13 giugno sono partito da Melbourne per Guisborough, la piccolissima città di dove vengo.  Ho trovato la famiglia, il quale è sempre una cosa bella dopo un anno all&#8217;estero.  Tre giorni dopo siamo tutti partiti per Sorrento in Italia.  Un po&#8217; d&#8217;estate in pieno inverno (a Melbourne).  Abbiamo passato 6 giorni insieme in vacanza e poi me ne sono andato a fare &#8220;la mia&#8221; vacanza, da solo, ovunque l&#8217;Italia.  E non mi ha deluso mica.  Ho visitato luoghi di cui non avevo sentito parlare prima e ho visitato posti che volevo vedere da anni.  49 giorni tutto in tutto.</p>
<p>Ci sono andato perché, insomma, volevo migliorare il mio italiano e volevo avere la vacanza della mia vita.</p>
<p>Allora, dove sono andato in queste settimane?  Vediamo…</p>
<p>Sorrento, la costiera amalfitana, Pompei &amp; Ercolano, Roma, Orvieto, Firenze, Pisa, Siena, Venezia, Verona, Treviso, Lago di Garda, Aosta, Courmayeur, Chamonix (la Francia), il Parco Nazionale del Gran Paradiso (Cogne), Lago di Como, Torino, Alba, Genova, Santa Margherita, Portofino, le Cinque Terre, Portovenere, e Lucca.</p>
<p>Non posso dirvi di tutti entro un solo post, quindi non lo farò.  Vi dirò che non c&#8217;erano luoghi che non mi sono piaciuti, che c&#8217;erano luoghi che mi sono piaciuti meno di quanto aspettavo e che c&#8217;erano luoghi che mi sono piaciuti molto più che aspettavo.  Non parlavo l&#8217;inglese in Italia (ma certo!) eccetto in situazioni quando qualcuno inglese mi ha fatto una domanda, per indicazioni ecc.  Ma se dev&#8217;esser onesto, non sono sicuro che il mio italiano sia migliorato (forse sia peggiorato!) dopo la vacanza.  Però, se non altro, so che sono più confidente e ad agio a parlare in italiano.  In fatti, quelle volte che parlavo inglese con altri inglesi/americani mi hanno fatto sentire strano.</p>
<p>Ovviamente volete sapere dove mi è piaciuta il più ecc, quindi lavoro su un post che parla dei miei cinque luoghi più preferiti in Italia.  Tenete d&#8217;occhio il blog domani più tardi quando pubblicherò i miei pensieri e delle foto di qualche luogo <img src='http://amoitaliano.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Vimeo: il nuovo sito per perdere il mio tempo</title>
		<link>http://amoitaliano.com/2010/04/vimeo-il-nuovo-sito-per-perdere-il-mio-tempo/</link>
		<comments>http://amoitaliano.com/2010/04/vimeo-il-nuovo-sito-per-perdere-il-mio-tempo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 15:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Corbyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei pensieri in italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Vimeo]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;ultima settimana ho passato un po&#8217; di tempo sfogliando il sito video famoso Vimeo.com con grande allegria.  Tutti (almeno spererei) conoscono il sito video più famoso dell&#8217;internet–YouTube, ma ovviamente io non ho dato abbastanza considerazione al suo competitore perché non ho saputo la grande differenza fra i due.  Ho sempre pensato che Vimeo fosse semplicemente [...]


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</ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;ultima settimana ho passato un po&#8217; di tempo sfogliando il sito video famoso <a href="http://vimeo.com/">Vimeo.com</a> con grande allegria.  Tutti <em>(almeno spererei)</em> conoscono il sito video più famoso dell&#8217;internet–YouTube, ma ovviamente io non ho dato abbastanza considerazione al suo competitore perché non ho saputo la grande differenza fra i due.  Ho sempre pensato che Vimeo fosse semplicemente un altro YouTube: un posto dove le compagnie commerciali e i ragazzi giovani possono caricare i loro video in qualità piuttosto mediocre.  Ma questa settimana ho scoperto un mondo pieno di cose belle, nascondendosi là a Vimeo.  Certo che ci sono dei video buoni sullo YouTube, e che ci sono i video in HD, ma si deve evitare tutte le sciocchezze così da poter trovarli.</p>
<p>A Vimeo è diverso.  Non so perché, forse i video sono approvati dai personali, ma tutti i video sono di qualità altissima e sono bellissimi… artistici.  Credo che gli utenti siano più interessati dell&#8217;arte; ovvero più specificamente della cinematografia moderna.</p>
<p>Ecco dei video che mi sono piaciuti.  Spero che vi piacciano anche voi.  Potete guardarli in piena qualità al sito se cliccate il link sotto ogni video.  Mi raccomando.</p>
<p>(Bisognerà una connessione internet veloce per l&#8217;HD)</p>
<h2>Nuit blanche</h2>
<p>Un breve film in bianco e nero che si tratta del breve incontro fra due sconosciuti e una fantasia bizzarra.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9078364&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9078364&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/9078364">Nuit Blanche</a> from <a href="http://vimeo.com/user640261">Spy Films</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<h2>London</h2>
<p>Un video fatto da un turista interamente con i fotogrammi di Londra.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10227562&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10227562&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/10227562">London (Harder, Better, Faster, Stronger)</a> from <a href="http://vimeo.com/user154122">David Hubert</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<h2>Second Wind</h2>
<p>Un animazione mirabile fatta in parte con carta e matite e del resto con il computer.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="175" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10019015&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="175" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10019015&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/10019015">Second Wind</a> from <a href="http://vimeo.com/user407933">Ian Worrel</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<h2>Life in Haiti</h2>
<p>Ho pensato che questo fosse bellissimo.  Qualche breve videoclip da Haiti fatti insieme, in HD.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="170" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10282740&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="170" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10282740&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/10282740">Life in Haiti-Canon 5D MKII &amp; Glidetrack</a> from <a href="http://vimeo.com/leclercbrothers">Leclerc Brothers Motion Pictures</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<h2>APRICOT</h2>
<p>Un breve film da Ben Briand.  La cinematografia è bellissima e la trama realizzata dagli attori è ottima. È in inglese, ma non è difficile… è un dialogo piano piano.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=8076064&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=8076064&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/8076064">APRICOT &#8211; Short Film by Ben Briand (sponsored by his incredible actors and crew)</a> from <a href="http://vimeo.com/moonwalkfilms">Moonwalk Films</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Credo che da parte mia sentirete un po&#8217; più del mio viaggio nel corso delle prossime settimane perché mi sta avvicinando molto velocemente adesso.  Esattamente sette settimane dopo oggi partirò dall&#8217;Australia per la vacanza più lunga della mia vita.  Non vedo l&#8217;ora!</p>


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</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un nuovo idea per migliorare ad ascoltare ed a parlare l&#8217;italiano</title>
		<link>http://amoitaliano.com/2010/02/un-nuovo-idea-per-migliorare-ad-ascoltare-ed-a-parlare-litaliano/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 07:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Corbyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei pensieri in italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Learning Experiences]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<description><![CDATA[Un paio di mesi fa ho menzionato che io lo trovo difficile ad ascoltare l&#8217;italiano.  Un gentilissimo amico, Gabriele, che conosco da impariamo.com (un sito per gli studenti dell&#8217;italiano) ha avuto un buon idea allora.  Cioè a leggere un libro insieme, così che posso ascoltare le sue registrazioni e allo stesso tempo, anch&#8217;io posso registrarmi [...]


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<li><a href='http://amoitaliano.com/2009/12/libro-prigionieri-del-paradiso/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Libro: Prigionieri del Paradiso'>Libro: Prigionieri del Paradiso</a></li>
<li><a href='http://amoitaliano.com/2009/11/libro-il-bambino-con-i-petali-in-tasca/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Libro: Il bambino con i petali in tasca'>Libro: Il bambino con i petali in tasca</a></li>
</ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di mesi fa <a href="http://amoitaliano.com/2010/01/hey-listen-to-this/">ho menzionato</a> che io lo trovo difficile ad ascoltare l&#8217;italiano.  Un gentilissimo amico, Gabriele, che conosco da <a href="http://impariamo.com/">impariamo.com</a> (un sito per gli studenti dell&#8217;italiano) ha avuto un buon idea allora.  Cioè a leggere un libro insieme, così che posso ascoltare le sue registrazioni e allo stesso tempo, anch&#8217;io posso registrarmi leggendo lo stesso libro.  E perciò, due giorni fa ho deciso di provarlo.  Inoltre, ho deciso di ritentare a leggere “Il nome della rosa”, il che è il primo libro italiano che ho comprato e <a href="http://amoitaliano.com/2009/10/il-nome-della-rosa/">ho abbandonato poco dopo</a> perché (a quel tempo) era troppo difficile per me.</p>
<p>Fortunatamente, mentre lo trovo ancora difficile, capisco tanto più bene la grammatica italiana e ho un vocabolario più grande adesso.  Sono sicuro che questa volta finirò il libro.</p>
<p>Anche in inglese, leggo di rado ad alta voce.  A farlo in italiano è molto utile a me.  Dato che di solito non ho causa di parlare da solo, ma fa piacere quest&#8217;idea.  Mi rendo conto di non esser un buon parlatore d&#8217;italiano attualmente, ma spero che giorno dopo giorno migliorerò, purché lo parlo ogni giorno.</p>
<p>Ho iniziato a leggere un altro libro ad alta voce da solo sicché esercitare spesso.  Rimangono da praticare circa 3 mesi, poi sarò pur in Italia!</p>


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</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Napoletano: i verbi e il presente indicativo</title>
		<link>http://amoitaliano.com/2010/02/napoletano-i-verbi-e-il-presente-indicativo/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 10:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Corbyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lingua napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[presente indicativo]]></category>
		<category><![CDATA[verbi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa posta è parte di una serie di poste sulla lingua napoletana che scriverò qui, sotto il tag “Lingua napoletana”.  Purtroppo non c&#8217;è scritto tanto della lingua napoletana sull&#8217;Internet.  Intendo di raccogliere le più informazioni com&#8217;è possibile mentre l&#8217;imparo, poi riscriverle qui in formato lezione. I verbi formano la parte della lingua dove tutte le [...]


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</ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa posta è parte di una serie di poste sulla lingua napoletana che scriverò qui, sotto il tag “Lingua napoletana”.  Purtroppo non c&#8217;è scritto tanto della lingua napoletana sull&#8217;Internet.  Intendo di raccogliere le più informazioni com&#8217;è possibile mentre l&#8217;imparo, poi riscriverle qui in formato lezione.</em></p>
<p>I verbi formano la parte della lingua dove tutte le azioni accedono.  In questa lezione guardiamo i verbi napoletani e come si coniugano al presente (&#8216;o ppresente).</p>
<p>I verbi napoletani finiscono con <strong>–à</strong>, <strong>–é/–ere</strong> oppure <strong>–ì</strong>.  Infatti, puoi probabilmente notare che questi termini assomigliano agli italiani <em>–are</em>, <em>–ere</em> e <em>–ire</em>.  Inoltre, quelli napoletani che finiscono con <strong>–ì</strong> vengono coniugati in due modi, come quelli <em>–ire</em> dell&#8217;italiano.</p>
<p>A darvi un esempio, il verbo italiano “amare” è “amà” in napoletano.  Comunque, non ci sono sempre traduzioni prevedibili.</p>
<h3>Le coniugazioni regolari al presente</h3>
<p>Si rimuove il termine dell&#8217;infinitivo e poi se lo sostituisce con i seguenti…</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th></th>
<th>–à</th>
<th>–é/–ere</th>
<th>–ì</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<th>io</th>
<td>–o</td>
<td>–o</td>
<td>–o / –esco</td>
</tr>
<tr>
<th>tu</th>
<td>–e</td>
<td>–e</td>
<td>–e / –isce</td>
</tr>
<tr>
<th>isso, essa</th>
<td>–a</td>
<td>–e</td>
<td>–e / –esce</td>
</tr>
<tr>
<th>nuje</th>
<td>–ammo</td>
<td>–immo</td>
<td>–immo</td>
</tr>
<tr>
<th>vuje</th>
<td>–ate</td>
<td>–ite</td>
<td>–ite</td>
</tr>
<tr>
<th>isse</th>
<td>–ano</td>
<td>–eno</td>
<td>–eno / –esceno</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Quei verbi che finiscono con <strong>–é</strong> e <strong>–ì</strong> vengono coniugati quasi con le regole stesse.  Purtroppo ci sono tanti verbi irregolari che si deve ricordare <em>(nota che io sto cercando un libro o un sito internet che forni le coniugazioni, ma non ne ho ancora trovato neppure uno)</em>.</p>
<p>Come si fa in italiano, non si mettono i pronomi soggetti di solito, se non c&#8217;è bisogno di sottolinearlo.</p>
<h4>Dei verbi regolari</h4>
<table>
<thead>
<tr>
<th></th>
<th>io</th>
<th>tu</th>
<th>isso/essa</th>
<th>nuje</th>
<th>vuje</th>
<th>isse</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<th>metté <strong><em>(mettere)</em></strong></th>
<td>metto</td>
<td>mette</td>
<td>mette</td>
<td>mettimmo</td>
<td>mettite</td>
<td>metteno</td>
</tr>
<tr>
<th>accattà <strong><em>(comprare/aquistare)</em></strong></th>
<td>accatto</td>
<td>accatte</td>
<td>accatta</td>
<td>accattammo</td>
<td>accattate</td>
<td>accattano</td>
</tr>
<tr>
<th>cucenà <strong><em>(cucinare)</em></strong></th>
<td>cuceno</td>
<td>cucene</td>
<td>cucena</td>
<td>cucenammo</td>
<td>cucenate</td>
<td>cucenano</td>
</tr>
<tr>
<th>mparà <strong><em>(imparare/insegnare)</em></strong></th>
<td>mparo</td>
<td>mpare</td>
<td>mpara</td>
<td>mparammo</td>
<td>mparate</td>
<td>mparano</td>
</tr>
<tr>
<th>dormì <strong><em>(dormire)</em></strong></th>
<td>dormo</td>
<td>dorme</td>
<td>dorme</td>
<td>dormimmo</td>
<td>dormite</td>
<td>dormeno</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h4>Dei verbi irregolari e comuni</h4>
<table>
<thead>
<tr>
<th></th>
<th>io</th>
<th>tu</th>
<th>isso/essa</th>
<th>nuje</th>
<th>vuje</th>
<th>isse</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<th>essere <strong><em>(essere)</em></strong></th>
<td>songo, so&#8217;</td>
<td>sî</td>
<td>è</td>
<td>simmo</td>
<td>site</td>
<td>songo, so&#8217;</td>
</tr>
<tr>
<th>stà <strong><em>(stare)</em></strong></th>
<td>stongo</td>
<td>staje</td>
<td>sta</td>
<td>stammo</td>
<td>state</td>
<td>stanno</td>
</tr>
<tr>
<th>havé <strong><em>(avere)</em></strong></th>
<td>aggio</td>
<td>haje</td>
<td>ha</td>
<td>avimmo</td>
<td>avite</td>
<td>hanno, aveno</td>
</tr>
<tr>
<th>tené <strong><em>(avere/tenere)</em></strong></th>
<td>tengo</td>
<td>tieni</td>
<td>tene</td>
<td>tenimmo</td>
<td>tenite</td>
<td>teneno</td>
</tr>
<tr>
<th>fà <strong><em>(fare)</em></strong></th>
<td>faccio</td>
<td>faje</td>
<td>fa</td>
<td>facimmo</td>
<td>facite</td>
<td>fanno</td>
</tr>
<tr>
<th>vulé <strong><em>(volere)</em></strong></th>
<td>vuoglio</td>
<td>vuo</td>
<td>vô</td>
<td>vulimmo</td>
<td>vulite</td>
<td>vonno</td>
</tr>
<tr>
<th>puté <strong><em>(potere)</em></strong></th>
<td>pozzo</td>
<td>puoje</td>
<td>pò</td>
<td>putimmo</td>
<td>putite</td>
<td>ponno</td>
</tr>
<tr>
<th>ghì <strong><em>(andare)</em></strong></th>
<td>vaco</td>
<td>vaje</td>
<td>va</td>
<td>jammo</td>
<td>jate</td>
<td>vanno</td>
</tr>
<tr>
<th>venì <strong><em>(venire)</em></strong></th>
<td>vengo</td>
<td>vieni</td>
<td>vene</td>
<td>venimmo</td>
<td>venite</td>
<td>veneno</td>
</tr>
<tr>
<th>sapé <strong><em>(sapere, conoscere)</em></strong></th>
<td>saccio</td>
<td>saje</td>
<td>sape</td>
<td>sapimmo</td>
<td>sapite</td>
<td>sapeno</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h4>Qualche esempio del presente</h4>
<blockquote><p>Roberto <strong>mette</strong> &#8216;e ppummarole dint&#8221;o scatulo <em>(Roberto mette i pomodori nella scatola)</em></p>
<p><strong>Cucenammo</strong> &#8216;a cena pe&#8217; vuje <em>(Cuciniamo la cena per voi)</em></p>
<p>Me <strong>accattano</strong> nu cane <em>(Mi comprano un cane)</em></p>
<p><strong>Vuoglio </strong>mparà &#8216;o nnapulitano <em>(Voglio imparare il napoletano)</em></p>
<p><strong>Dormeno</strong> bene <em>(Dormono bene)</em></p>
<p><strong>Vaje</strong> a Napule? <em>(Vai a Napoli?)</em></p>
<p><strong>Veneno</strong> a parlà cu nuje <em>(Vengono a parlare con noi)</em></p></blockquote>
<p>Nota che si pronuncia la lettera “j” come il “ie” in “ieri” (oppure come un “y” inglese).  Inoltre, come sempre, l&#8217;ultima vocale non è pronunciata, se non c&#8217;è un accento di sopra.  Quindi, ad esempio la napoletana “staje” ha una suona che assomiglia all&#8217;italiana “stai”, benché si scrive diversamente.</p>


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</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Napoletano: i pronomi soggetti</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 10:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Corbyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lingua napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[pronomi soggetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa posta è parte di una serie di poste sulla lingua napoletana che scriverò qui, sotto il tag “Lingua napoletana”.  Purtroppo non c’è scritto tanto della lingua napoletana sull’Internet.  Intendo di raccogliere le più informazioni com’è possibile mentre l’imparo, poi riscriverle qui in formato lezione. I pronomi soggetti sono usati con i verbi per indicare [...]


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<li><a href='http://amoitaliano.com/2010/02/napoletano-i-sostantivi-e-gli-articoli/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Napoletano: i sostantivi e gli articoli'>Napoletano: i sostantivi e gli articoli</a></li>
</ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa posta è parte di una serie di poste sulla lingua napoletana che scriverò qui, sotto il tag “Lingua napoletana”.  Purtroppo non c’è scritto tanto della lingua napoletana sull’Internet.  Intendo di raccogliere le più informazioni com’è possibile mentre l’imparo, poi riscriverle qui in formato lezione.</em></p>
<p><em><span style="font-style: normal;">I pronomi soggetti sono usati con i verbi per indicare </span><span style="font-style: normal;"><strong>chi</strong></span><span style="font-style: normal;"> svolge l&#8217;azione del verbo.  In italiano abbiamo </span>io, tu, lui, lei, noi, voi, loro</em> e anche <em>egli, ella </em>e<em> essi</em>, benché non si usano spesso questi ultimi tre.</p>
<h3>I pronomi soggetti napoletani</h3>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Italiano</th>
<th>Napoletano</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<th>io</th>
<td>io, i&#8217;</td>
</tr>
<tr>
<th>tu</th>
<td>tu</td>
</tr>
<tr>
<th>lui</th>
<td>isso, luje</td>
</tr>
<tr>
<th>lei</th>
<td>essa, leje</td>
</tr>
<tr>
<th>noi</th>
<td>nuje</td>
</tr>
<tr>
<th>voi</th>
<td>vuje</td>
</tr>
<tr>
<th>loro</th>
<td>isse, lloro</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Si mette il pronome davanti al verbo, ma come si fa in italiano, di solito, non si dice il pronome, perché la coniugazione del verbo indica chi è il soggetto.</p>
<p>Le forme “luje”, “leje” e “lloro” non sono usati spesso.</p>
<h4>Qualche esempio</h4>
<blockquote><p>tu parle <em>(tu parli)</em></p>
<p>isso te vô bene <em>(lui ti vuole bene)</em></p>
<p>io penzo a Napule <em>(io penso a Napoli)</em></p>
<p>isse veneno ogge <em>(loro vengono oggi)</em></p>
<p>nuje vulimmo venì <em>(noi vogliamo venire)</em></p>
<p>vuje jate a magnà? <em>(voi andate a mangiare?)</em></p></blockquote>


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		<title>Napoletano: i sostantivi e gli articoli</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 11:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Corbyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lingua napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[sostantivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa posta è parte di una serie di poste sulla lingua napoletana che scriverò qui, sotto il tag “Lingua napoletana”.  Purtroppo non c&#8217;è scritto tanto della lingua napoletana sull&#8217;Internet.  Intendo di raccogliere le più informazioni com&#8217;è possibile mentre l&#8217;imparo, poi riscriverle qui in formato lezione. A usare i sostantivi in lingua napoletana non è troppo [...]


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<li><a href='http://amoitaliano.com/2010/02/napoletano-i-verbi-e-il-presente-indicativo/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Napoletano: i verbi e il presente indicativo'>Napoletano: i verbi e il presente indicativo</a></li>
</ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa posta è parte di una serie di poste sulla lingua napoletana che scriverò qui, sotto il tag “Lingua napoletana”.  Purtroppo non c&#8217;è scritto tanto della lingua napoletana sull&#8217;Internet.  Intendo di raccogliere le più informazioni com&#8217;è possibile mentre l&#8217;imparo, poi riscriverle qui in formato lezione.<br />
</em></p>
<p>A usare i sostantivi in lingua napoletana non è troppo diverso di ciò in lingua italiana.  Ci sono sostantivi maschile e femminile, i quali si usano gli articoli diversi e finiscono, di solito, con lettere diverse.  Ma ci sono tre differenze molto ovvie:</p>
<ol>
<li>C&#8217;è un altro genere di sostantivo, il che non è maschile né femminile. Si chiama “neutro”.</li>
<li>Il plurale richiede, di solito, la stessa ultima lettera per i maschili e per i femminili tutti e due.</li>
<li>La prima consonante del sostantivo, di solito, è raddoppiata per i sostantivi neutri e per quei femminili e plurali.</li>
</ol>
<p>In lingua napoletana, di solito, non si pronuncia l&#8217;ultima vocale della parola, purché non è una “a”.  Infatti, per questa ragione la gente spesso scrive un apostrofo invece (per es. “&#8217;o napulitan&#8217;” invece di “&#8217;o napulitano” — italiano: “il napoletano” come l&#8217;uomo napoletano).  Comunque, non è vero che non è mica pronunciata; è suonata muta, ma non è pronunciata.  Quest&#8217;è difficile capire senza di ascoltare un po&#8217;.</p>
<p>Si può vedere il sostantivo stesso scritto in due o più formi con una lettera (in particolare la “e” per la “i”) cambiata per un&#8217;altra (per es. “&#8217;o piccerillo” e “&#8217;o piccirillo”).  Purtroppo, perché la lingua non si è mai standardizzata, ci sono tanti modi da scrivere la stessa parola.  Dovrebbe essere chiaro quale parola è comunque.</p>
<p>Sbirciamo le fini dei sostantivi napoletani…</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Genere</th>
<th>Fine</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<th>maschile singolare</th>
<td>–o</td>
</tr>
<tr>
<th>femminile singolare</th>
<td>–a</td>
</tr>
<tr>
<th>neutro</th>
<td>–o</td>
</tr>
<tr>
<th>maschile plurale</th>
<td>–e</td>
</tr>
<tr>
<th>femminile plurale</th>
<td>–e</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Nota che non c&#8217;è alcun “neutro plurale”.  Nota anche che entrambi il maschile plurale e il femminile plurale finiscono con la stessa lettera “e”, e anche che entrambi il neutro e il maschile singolare finiscono con la “o”.  Discuteremo il modo in cui sono distinti uno dell&#8217;altro più tardi.  Prima, vediamo gli articoli determinativi.</p>
<h3>Gli articoli determinativi</h3>
<p>Un articolo determinativo è la parola che precede il sostantivo per indicare il numero e il genere del sostantivo (per es. gli italiani <em>il, lo, i, gli, la, le, l&#8217;</em>).  Come in italiano, l&#8217;articolo deve indicare il genere del sostantivo che lo segue.  Abbiamo questi articoli.</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Genere</th>
<th>Articolo determinativo</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<th>maschile singolare</th>
<td>&#8216;o, ll&#8217;</td>
</tr>
<tr>
<th>femminile singolare</th>
<td>&#8216;a, ll&#8217;</td>
</tr>
<tr>
<th>neutro</th>
<td>&#8216;o, ll&#8217;</td>
</tr>
<tr>
<th>maschile plurale</th>
<td>&#8216;e</td>
</tr>
<tr>
<th>femminile plurale</th>
<td>&#8216;e</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L&#8217;articolo <strong>ll&#8217;</strong> è usato solo prima della vocale.  Gli altri articoli sono le formi più corti degli articoli <strong>lo, la, li</strong> e <strong>le</strong>, i quali non vengono usati spesso in questi giorni.</p>
<h4>Gli articoli sono spesso scritti in altri modi</h4>
<p>Purtroppo non è possibile darvi delle regole fissate dato che il napoletano non fosse mai standardizzato.  Vediamo spesso queste differenze comuni.</p>
<ol>
<li>L&#8217;articolo <strong>ll&#8217;</strong>, usato prima di una vocale è spesso scritto <strong>l&#8217;</strong> (“l” singola).</li>
<li>Si può vedere l&#8217;articolo <strong>&#8216;o</strong> scritto come <strong>&#8216;u</strong> per entrambi il maschile singolare e il neutro.</li>
<li>Si può vedere l&#8217;articolo <strong>&#8216;e</strong> scritto come <strong>&#8216;i</strong> per il maschile plurale.  Comunque questo non è usato in Napoli.</li>
<li>L&#8217;apostrofo è talvolta visto dopo l&#8217;articolo, invece di prima (i.e. <strong>o&#8217;</strong>, <strong>a&#8217; </strong>ed <strong>e&#8217;</strong>).</li>
</ol>
<h4>Per indicare il genere del neutro e del femminile plurale</h4>
<p>Nota che gli articoli per il maschile singolare e il neutro sono uguali.  Nota anche che gli articoli per il maschile plurale e il femminile plurale sono anche uguali. Dato che le fini per i sostantivi di questi generi non sono diverse si usano un altro modo per indicare il genere.  Ci sono due modi possibili per indicarlo.  Di solito, per il neutro e per il femminile plurale, si raddoppiano la prima consonante della parola (per es. “&#8217;o nnapulitano” è neutro per la lingua napoletana, mentre “&#8217;o napulitano” è maschile per un uomo napoletano).  L&#8217;altro modo è da cambiare una lettera altra dell&#8217;ultima (per es. “&#8217;e guagliune”, i ragazzi; ed “&#8217;e guaglione”, le ragazze).</p>
<p>Tolvolta non si cambia il sostantivo per ogni genere.  In questo caso si deve guardare l&#8217;articolo.  Per quelli plurali, il contesto diventa importante.</p>
<h4>Qualche esempio con l&#8217;articolo determinativo:</h4>
<ul>
<li>&#8216;a pummarola; &#8217;e ppummarole <em>(il pomodoro; i pomodori)</em></li>
<li>&#8216;o criature, &#8216;e criature, &#8216;a criatura, &#8216;e ccriature <em>(il bambino, i bambini, la bambina, le bambine)</em></li>
<li>&#8216;o guaglione, &#8216;e guagliune, &#8216;a guagliona, &#8216;e guaglione <em>(il ragazzo, i ragazzi, la ragazza, le ragazze)</em></li>
<li>&#8216;o mare, &#8216;o sole, &#8216;a luna <em>(il mare, il sole, la luna)</em></li>
<li>&#8216;o ccafè <em>(il caffè)</em></li>
</ul>
<p>Nota che il genere non è sempre lo stesso come quello in italiano quando si traduce (per es. il pomodoro, maschile; &#8216;a pummarola, femminile).</p>
<h3>Gli articoli indeterminativi</h3>
<p>Gli articoli indeterminativi equivalono agli italiani <em>un, una, un&#8217;</em>.</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Genere</th>
<th>Articolo indeterminativo</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<th>maschile</th>
<td>nu, n&#8217;</td>
</tr>
<tr>
<th>neutro</th>
<td>nu, n&#8217;</td>
</tr>
<tr>
<th>femminile</th>
<td>na, n&#8217;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Quello <strong>n&#8217;</strong> è usato prima di una vocale.</p>
<h4>Qualche esempio con l&#8217;articolo indeterminativo:</h4>
<ul>
<li>na pummarola <em>(un pomodoro)</em></li>
<li>nu criature, na criatura <em>(un bambino, una bambina)</em></li>
<li>nu guaglione, na guagliona <em>(un ragazzo, una ragazza)</em></li>
<li>nu ccafè <em>(un caffè)</em></li>
</ul>


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</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>I numeri romani</title>
		<link>http://amoitaliano.com/2010/02/i-numeri-romani/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 07:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Corbyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei pensieri in italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Learning Experiences]]></category>
		<category><![CDATA[numeri romani]]></category>
		<category><![CDATA[roman numerals]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa posta probabilmente vi sembra un po&#8217; ovvia perché sono semplicemente i numeri, vero?  Ma per gli inglesi, come io, i numeri romani non sono usati spesso.  Gli italiani usano i numeri romani molto molto spesso, di solito quando scrivono le date, benché noi inglesi non li usano mai oggi (beh, forse soltanto in qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-191" style="margin: 10px;" title="Numeri romani sull'orologio" src="http://amoitaliano.com/wp-content/uploads/2010/02/numeri-romani.jpg" alt="" width="200" height="150" />Questa posta probabilmente vi sembra un po&#8217; ovvia perché sono semplicemente i numeri, vero?  Ma per gli inglesi, come io, i numeri romani non sono usati spesso.  Gli italiani usano i numeri romani molto molto spesso, di solito quando scrivono le date, benché noi inglesi non li usano mai oggi (beh, forse soltanto in qualche elenco, ma sempre i numeri bassi).  Allora, quando io li leggo, li trovo piuttosto difficile per capire.  Anche, tutti gli studenti nelle mie lezioni li trovano difficile, perché non gli siamo abituati.</p>
<p>Perciò questa posta serve semplicemente per riassumere come si usa i numeri romani.</p>
<p>Al tempo che sto scrivendo questo blog post, è l&#8217;anno <strong>MMX</strong>, o potresti dire <strong>(II)X</strong>.  L&#8217;anno scorso era <strong>MMIX</strong> o <strong>(II)IX</strong>.  La maggior parte della gente inglese probabilmente sanno le forme <strong>MMX</strong> e <strong>MMIX</strong>, comunque tante persone probabilmente devono pensarci un po&#8217; prima di sapere che numeri fanno.</p>
<h3>Le lettere che si usano</h3>
<table>
<thead>
<tr>
<th>lettera</th>
<th>numero</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<th>I</th>
<td>1</td>
</tr>
<tr>
<th>V</th>
<td>5</td>
</tr>
<tr>
<th>X</th>
<td>10</td>
</tr>
<tr>
<th>L</th>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<th>C</th>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<th>D</th>
<td>500</td>
</tr>
<tr>
<th>M</th>
<td>1000</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La <strong>M</strong> fu aggiunto più recentemente e non fu usata dall&#8217;inizio.</p>
<h3>Come leggerli</h3>
<p>La ragione principale perché gli inglesi li trovano difficile, è perché si deve fare un po&#8217; di semplice aritmetica mentre stanno leggendoli.</p>
<h4>Aggiungiate tutte le lettere insieme:</h4>
<ul>
<li><strong>I</strong> = 1</li>
<li><strong>II</strong> = 2</li>
<li><strong>III</strong> = 3</li>
<li><strong>VI</strong> = 6</li>
<li><strong>VII</strong> = 7</li>
<li><strong>VIII</strong> = 8</li>
<li><strong>XXX</strong> = 30</li>
<li>ecc…</li>
</ul>
<p>Ma quando c&#8217;è un numero più basso del successivo, si deve sottrarlo:</p>
<ul>
<li><strong>IV</strong> = 4</li>
<li><strong>IX</strong> = 9</li>
<li><strong>XL</strong> = 40</li>
<li><strong>CM</strong> = 900</li>
</ul>
<p>Si può combinare queste aritmetiche, aggiungendoli e sottraendoli dalla sinistra alla destra:</p>
<ul>
<li><strong>XXIV</strong> = 24</li>
<li><strong>CXL</strong> = 140</li>
</ul>
<h4>Attenzione!</h4>
<p>Non si può sottrarre alcun numero che è più di un&#8217;unità diversa della precedente.  Ad esempio:</p>
<ul>
<li><strong>IL</strong> <span style="text-decoration: underline;">non fa</span> 49, il qual&#8217;è <strong>XLIX</strong>!</li>
<li><strong>IC</strong> <span style="text-decoration: underline;">non fa</span> 99, il qual&#8217;è <strong>XCIX</strong>!</li>
<li><strong>XM</strong> <span style="text-decoration: underline;">non fa</span> 990, il qual&#8217;è <strong>CMXC</strong>!</li>
</ul>
<p>Anche, <em>si è sbagliato per sottrarre più di un numero del seguente</em>.  Ad esempio:</p>
<ul>
<li><strong>IIX</strong> <span style="text-decoration: underline;">non è corretto</span> per dire 8.  Si deve usare <strong>VIII</strong>.</li>
</ul>
<p>Comunque, anche nella storia italiana, noi troviamo quest&#8217;errore ogni tanto.</p>
<h3>Dei numeri più complicati</h3>
<ul>
<li><strong>MCMXCIX</strong> = 1999, perché: <strong>M</strong> (1000) + <strong>CM</strong> (900) + <strong>XC</strong> (90) + <strong>IX</strong> (9) = 1999</li>
</ul>
<h3>I numeri più alti del mille</h3>
<p>I romani non usarono la <strong>M</strong> all&#8217;inizio.  C&#8217;è un altro modo in cui dire i numeri oltre 1000.  Se si mette le lettere fra parentesi, il numero fra i parentesi si è moltiplicato da 1000.</p>
<h4>Quindi:</h4>
<ul>
<li><strong>(I)</strong> anche fa 1000</li>
<li><strong>(X)</strong> fa 10.000</li>
<li><strong>(XI)</strong> fa 11.000</li>
<li><strong>(XXIV)</strong> fa 24.000</li>
<li><strong>(M)</strong> fa 1.000.000</li>
</ul>
<p>Si può anche aggiungere più di un paio dei parentesi per continuare a moltiplicare i numeri più di una volta:</p>
<ul>
<li><strong>((IX))</strong> fa 9.000.000.</li>
</ul>
<p>Poi ricordatevi che può aggiungere altri numeri dopo (sta diventando difficile, eh?!)…</p>
<ul>
<li><strong>(X)IX</strong> = 10.009</li>
</ul>
<p>Quando state usando la <strong>M</strong>, non è corretto per metterne più de tre in fila.  Si deve cambiare a usare i parentesi dopo 3000.  Perciò, i numeri 1000, 2000, 3000, 4000 e 5000 sono <strong>M</strong>, <strong>MM</strong>, <strong>MMM</strong>, <strong>(IV) </strong>e <strong>(V)</strong>.</p>
<h3>Problemi con questa sistema dei numeri</h3>
<p>L&#8217;aritmetica non è facile con i numeri romani, perché il metodo in cui si può sottrarre (e.g. <strong>IV</strong>) significa che la sistema non è “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_numerazione_posizionale">posizionale</a>”.  Prima di poter fare l&#8217;aritmetica, si deve rimuovere la sottrazione, poi dopo aver fatto l&#8217;aritmetica, si deve rimettere la sottrazione.</p>
<p>Un altro problema è che non c&#8217;è alcuno <em>zero</em>.  Almeno, non un <em>vero</em> zero (si può scrivere la parola “nulla”).</p>
<h3>Le frazioni</h3>
<p>Questo ancora mi stupisce.  Mentre i romani ebbero un modo in cui scrivere le frazioni, fu molto difficile, e la precisione non fu molto esatta.  Non voglio scrivere troppo delle frazioni, ma essenzialmente tutto fu diviso da 12, e un dodicesimo fu scritto come un punto <strong>“.”</strong>.  Per una metà fu possibile scrivere la lettera <strong>S</strong>.  Quindi:</p>
<ul>
<li><strong>XIV&#8230;</strong> fa 14 e un quarto (14 più tre dodicesimi)</li>
<li><strong>XIVS&#8230;</strong> fa 14 e 3 quarti (14 più una metà più tre dodicesimi)</li>
</ul>
<p>Fu possibile per usare le frazioni più piccole, ma diventa molto più difficile per spiegare.  Anche, io non ho alcun&#8217;idea come furono scritti i numeri sotto zero.   Si può solo assumere che i romani non lo trovarono facile per fare la matematica complessa <img src='http://amoitaliano.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Dove Andare?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 13:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Corbyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrò in Italia fra giugno e agosto quest&#8217;anno.  Ho veramente bisogno di decidere dove andrò comunque.  Perciò leggevo un libro di viaggio di Lonely Planet e ho notato qualche posto. Beh, no.  Ho notato troppi tanti posti.  Avrò circa 8-9 settimane quindi con c&#8217;è la possibilità da vedere tutti.  Adesso ho bisogno di ridurre quest&#8217;elenco! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bit.ly/6kDgZd"><img class="alignleft size-full wp-image-178" style="margin: 10px;" title="Prima Mappa" src="http://amoitaliano.com/wp-content/uploads/2010/01/prima-mappa.png" alt="" width="248" height="200" /></a>Andrò in Italia fra giugno e agosto quest&#8217;anno.  Ho veramente bisogno di decidere dove andrò comunque.  Perciò leggevo un libro di viaggio di Lonely Planet e ho notato <em>qualche</em> posto.</p>
<p>Beh, no.  Ho notato troppi tanti posti.  Avrò circa 8-9 settimane quindi con c&#8217;è la possibilità da vedere tutti.  Adesso ho bisogno di ridurre quest&#8217;elenco!</p>
<p>Fai clicca sulla mappa per più informazioni.  Mi fa ridere un po&#8217;!</p>
<p><strong>Aggiornamento:</strong></p>
<p>Ho ora ridotto il elenco, e anche ho comprato i biglietti d&#8217;aereo a Roma (Fiumicino).  Inizierò il viaggio a Sorrento il 17 giugno, perché la mia famiglia sarà lì per una vacanza.  Poi andrò dovunque fino al 5 agosto.</p>
<p>Ho pensato di farlo in quest&#8217;ordine:</p>
<ol>
<li>Sorrento</li>
<li>Roma</li>
<li>Firenze</li>
<li>Urbino</li>
<li>Venezia</li>
<li>Lago di Garda</li>
<li>Milano</li>
<li>Lago di Como</li>
<li>Torino</li>
<li>Genova</li>
<li>Cinque Terre</li>
<li>Lucca</li>
</ol>
<p>Può vedere il nuovo elenco (e anche i giretti) <a href="http://bit.ly/8PlpRt">qui</a>.</p>
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		<title>Hey, listen to this!</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 08:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Corbyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Learning Experiences]]></category>
		<category><![CDATA[listening]]></category>

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		<description><![CDATA[I&#8217;ve been studying Italian for around 5 full months now.  After an extremely steep learning curve in the first few weeks, during which time I seemed to grasp a lot of the grammar pretty quickly, I seemed to hit a plateau a couple of months in.  This was a little disheartening because I felt as [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amoitaliano.com/wp-content/uploads/2010/01/radio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-158" style="margin: 10px;" title="Old Radio" src="http://amoitaliano.com/wp-content/uploads/2010/01/radio.jpg" alt="" width="200" height="152" /></a>I&#8217;ve been studying Italian for around 5 full months now.  After an extremely steep learning curve in the first few weeks, during which time I seemed to grasp a lot of the grammar pretty quickly, I seemed to hit a plateau a couple of months in.  This was a little disheartening because I felt as if I&#8217;d stopped learning—as if I&#8217;d reached my peak and couldn&#8217;t go any further any time soon.  But fortunately that passed.  Perhaps my learning pace did level-off to some extent and the psychological impact was difficult to deal with.  Perhaps I&#8217;ll never learn as much so quickly again as what I learned in those first few precious weeks.  But I certainly feel like, for the most part, I&#8217;m learning new things every single day at the moment.</p>
<p>Yet there&#8217;s one extremely important aspect of the four language skills (reading, writing, speaking and listening) that continues to have a strong hold over me.  I can&#8217;t for the life of me listen to Italian being spoken and comprehend what I&#8217;m hearing.  In fact, I think I have the same problem with my first language, English.  When I&#8217;m listening to somebody speaking for several minutes at a time, I lose track of everything that&#8217;s being said very easily.  At least with English it&#8217;s easy to &#8220;tune back in&#8221; to the conversation and not finish up too confused, since I understand English perfectly (of course!).  But with Italian it often just sounds like a jumble of words—sometimes even worse—a jumble of noise.</p>
<p>I sit an evening class twice a week and in terms of reading and writing, and general knowledge of Italian grammar I&#8217;m very far ahead among the students in my group.  But when we sit down to do a listening exercise, I&#8217;m always the student who gets left behind while the other students seem to manage it fairly well.</p>
<p>I&#8217;ve decided that I&#8217;m not focusing enough on this aspect of my learning, probably because I find it difficult and therefore less enjoyable.  With reading and writing I know I&#8217;m getting better all the time, so it&#8217;s extremely rewarding.  But with listening (and in part, speaking), I&#8217;m really struggling.  The text book for the Intermediate Italian course I&#8217;m taking after-hours is called “Da Capo” and fortunately it&#8217;s provided with the CD we use in class for the listening portions of the lesson.  I&#8217;ve been going through all of these listening exercises and trying to figure out exactly “why” I find it so tricky.  And I think I have the answer to that—comprehension is not important.  Even in your own language you don&#8217;t really listen to every single word being spoken.  You just hear a stream of noise that is familiar to you and you process the “general meaning” on-the-fly.  So I should be doing the same in Italian.  <em>Don&#8217;t listen to every single word, just listen to the conversation</em>.</p>
<p>Great!  Except, well, no.  I&#8217;d love to be able to get over this problem and just get on with learning Italian, but I still face a problem even knowing <em>what I should be doing</em>.  When I&#8217;m listening, even when I&#8217;m just trying to “get the gist of it” I (inevitably) lose track of what&#8217;s being said, even if just for a second, because I didn&#8217;t hear or understand some really small part of the transcript.  From there-on I cannot for the life of me tune back into the conversation I&#8217;m supposed to be listening to.  My brain get&#8217;s hung-up on trying to figure out what it was that I heard and didn&#8217;t understand, and I get further and further behind, until eventually the audio sample comes to and end and I&#8217;m completely lost—I have no idea what I heard because I missed some tiny element early on.</p>
<p>Things that trip me up are:</p>
<ul>
<li>Names of places and/or people – I almost always don&#8217;t recognize that it was just a name and that it&#8217;s not important, which makes the following words appear not to make any sense.</li>
<li>Multiple words that sound as if they were spoken as a single word (including the “d” + apostrophe construction).</li>
<li>Badly enunciated words – Even in what is generally clear speech, people seem to “slur” certain words at random.</li>
</ul>
<p>Don&#8217;t get me wrong, I try to immerse myself in Italian every day, including listening to the radio.  We have an <a href="http://italianmedia.com.au/w3/">Italian radio station</a> here in Australia due to the high number of Italian migrants, so I have that on through most of the day while I&#8217;m working because I&#8217;ve been told that hearing Italian at every opportunity is important.  Unfortunately, even though it&#8217;s playing in my ears I can&#8217;t sit there and just focus on it that <em>(I have to work!)</em>, so it tends to just be music and voices playing in the background while I work.</p>
<p>Conversation isn&#8217;t too much of a problem for me neither, since it&#8217;s two-way.  You make a comment, then the other person responds and you have some idea as to what the nature of their response will be.  In other words, you have some control over the dialogue.  Listening to somebody else&#8217;s dialogue (or worse, monologue) however isn&#8217;t like this.  It&#8217;s up to you—the listener—to following along.</p>
<p>I guess I really need to take some time out of my reading/writing schedule to give my rather lacking listening skills a boost!  Any tips or words of encouragement are most welcome.</p>
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		<title>Libro: Prigionieri del Paradiso</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 07:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Corbyn</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei pensieri in italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo libro è il mio terzo libro italiano appena finito.  E anche il mio preferito.  È scritto da Arto Paasilinna di Finlandia e parla di un naufragio d&#8217;aereo nel sud pacifico. Secondo me, questo libro è molto impressionante.  Non mi piace i libri che passino un lungo tempo da descrivere i situazioni, mentre il lettore [...]


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<li><a href='http://amoitaliano.com/2009/11/libro-il-bambino-con-i-petali-in-tasca/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Libro: Il bambino con i petali in tasca'>Libro: Il bambino con i petali in tasca</a></li>
<li><a href='http://amoitaliano.com/2010/02/un-nuovo-idea-per-migliorare-ad-ascoltare-ed-a-parlare-litaliano/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un nuovo idea per migliorare ad ascoltare ed a parlare l&#8217;italiano'>Un nuovo idea per migliorare ad ascoltare ed a parlare l&#8217;italiano</a></li>
</ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amoitaliano.com/wp-content/uploads/2009/12/cop_prigionieri_paradiso_bassa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-148" style="margin: 10px;" title="Prigionieri del Paradiso" src="http://amoitaliano.com/wp-content/uploads/2009/12/cop_prigionieri_paradiso_bassa.jpg" alt="" width="200" height="396" /></a>Questo libro è il mio terzo libro italiano appena finito.  E anche il mio preferito.  È scritto da <em>Arto Paasilinna</em> di Finlandia e parla di un naufragio d&#8217;aereo nel sud pacifico.</p>
<p>Secondo me, questo libro è molto impressionante.  Non mi piace i libri che passino un lungo tempo da descrivere i situazioni, mentre il lettore sta pensando a quando l&#8217;autore si arriverà al punto.  Perciò <a href="http://www.ibs.it/code/9788870911770/paasilinna-arto/prigionieri-del-paradiso.html">Prigionieri del Paradiso</a> mi è piaciuto molto.  L&#8217;autore ha un modo da scrivere molto succintamente, senza di lasciare il lettore mancare l&#8217;immaginazione bel chiaro.</p>
<p>Ci sono così tanti cose che succedono fra le 197 pagine di questa storia.  È scritto in modo che mi sembri quasi come il nonno, oppure un buon amico si sta raccontandolo a voi.</p>
<p>Il libro si comincia a bordo l&#8217;aeroplano, il quale partì dal Tokyo in viaggio verso l&#8217;Europa.  L&#8217;autore scrive come se lui sta raccontando gli avvenimenti in prima persona.  Vedi i suoi pensieri e tutti le osservazioni solo dalla prospettiva dall&#8217;autore.  Così quando le cose stanno avvenendo senza l&#8217;autore in presenza, anche il lettore non sa che cose stanno succedendo.  L&#8217;autore descrive come l&#8217;aereo si trova sé in pericolo, in una gran tempesta.  Il pilota annuncia ai passeggeri che stanno per tentare a fare un ammaraggio.  Lo riescono e tutti partirono dall&#8217;aeroplano al mare.  Sono sopra una barriera corallina, evidente dai scogli intorno a loro.</p>
<p>Il mattino seguente l&#8217;autore si trova a riva, interamente bagnato dal mare.  Nessuno si vede, dunque cammina lungo la spiaggia cercando gli altri.  Ma niente.  Non ha alcuni cose, ad eccezione dell&#8217;orologio che ha smesso a funzionare, ma solo per un po&#8217;.</p>
<p>Passa tutta la giornata camminando lungo la spiaggia prima di decidere a girarsi a cercare l&#8217;altra direzione.  Dopo due giorni da solo, lui trova una donna in condizione pessima.  Dato che al questo punto l&#8217;autore ha trovato l&#8217;acqua (ma nessun cibo), le dà un sorso d&#8217;acqua con le mani.  Tutti e due trovano il resto del gruppo, circa una cinquanta di loro, la maggior parte di cui sono finlandese o svedesi.  Due sono stati morti dai squali.</p>
<p>Da questo punto, le persone abbandonati a quest&#8217;isola devono sostenersi fino al salvataggio.  Esplorano l&#8217;isola tropicale.  È pericoloso con i serpenti, i gamberi velenosi e altre animali pericolosi.  Dopo qualche giorno, tutti sono molto affamati e decidono che devono dividere il gruppo a squadri.  Eleggono un governo e ognuno si è assegnato un lavoro da sostenersi.</p>
<p>L&#8217;autore scrive del modo della vita su quest&#8217;isola, che è pericolosa, ma anche di solito piuttosto tranquilla.  Parla della libertà sessuale, delle amicizie, delle crimini, della guerra, delle relazioni e anche qualche idea interessante di sopravvivenza.</p>
<p>Dopo circa nove mesi sull&#8217;isola, tutti hanno imparato come ci sopravvivere e l&#8217;isola non sembra così pericolosa.  Attuano un&#8217;idea di salvataggio nella giungla perché possono tornare a casa.  Ma tutti volerete tornare dopo così tanto tempo lì?  Forse no.</p>
<p>Terrò d&#8217;occhio altri libri di quest&#8217;autore.  Forse altri sono anche piacevoli.</p>


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