Archive for category I miei pensieri in italiano

Vimeo: il nuovo sito per perdere il mio tempo

Quest’ultima settimana ho passato un po’ di tempo sfogliando il sito video famoso Vimeo.com con grande allegria.  Tutti (almeno spererei) conoscono il sito video più famoso dell’internet–YouTube, ma ovviamente io non ho dato abbastanza considerazione al suo competitore perché non ho saputo la grande differenza fra i due.  Ho sempre pensato che Vimeo fosse semplicemente un altro YouTube: un posto dove le compagnie commerciali e i ragazzi giovani possono caricare i loro video in qualità piuttosto mediocre.  Ma questa settimana ho scoperto un mondo pieno di cose belle, nascondendosi là a Vimeo.  Certo che ci sono dei video buoni sullo YouTube, e che ci sono i video in HD, ma si deve evitare tutte le sciocchezze così da poter trovarli.

A Vimeo è diverso.  Non so perché, forse i video sono approvati dai personali, ma tutti i video sono di qualità altissima e sono bellissimi… artistici.  Credo che gli utenti siano più interessati dell’arte; ovvero più specificamente della cinematografia moderna.

Ecco dei video che mi sono piaciuti.  Spero che vi piacciano anche voi.  Potete guardarli in piena qualità al sito se cliccate il link sotto ogni video.  Mi raccomando.

(Bisognerà una connessione internet veloce per l’HD)

Nuit blanche

Un breve film in bianco e nero che si tratta del breve incontro fra due sconosciuti e una fantasia bizzarra.

Nuit Blanche from Spy Films on Vimeo.

London

Un video fatto da un turista interamente con i fotogrammi di Londra.

London (Harder, Better, Faster, Stronger) from David Hubert on Vimeo.

Second Wind

Un animazione mirabile fatta in parte con carta e matite e del resto con il computer.

Second Wind from Ian Worrel on Vimeo.

Life in Haiti

Ho pensato che questo fosse bellissimo.  Qualche breve videoclip da Haiti fatti insieme, in HD.

Life in Haiti-Canon 5D MKII & Glidetrack from Leclerc Brothers Motion Pictures on Vimeo.

APRICOT

Un breve film da Ben Briand.  La cinematografia è bellissima e la trama realizzata dagli attori è ottima. È in inglese, ma non è difficile… è un dialogo piano piano.

APRICOT – Short Film by Ben Briand (sponsored by his incredible actors and crew) from Moonwalk Films on Vimeo.

Credo che da parte mia sentirete un po’ più del mio viaggio nel corso delle prossime settimane perché mi sta avvicinando molto velocemente adesso.  Esattamente sette settimane dopo oggi partirò dall’Australia per la vacanza più lunga della mia vita.  Non vedo l’ora!

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Un nuovo idea per migliorare ad ascoltare ed a parlare l’italiano

Un paio di mesi fa ho menzionato che io lo trovo difficile ad ascoltare l’italiano.  Un gentilissimo amico, Gabriele, che conosco da impariamo.com (un sito per gli studenti dell’italiano) ha avuto un buon idea allora.  Cioè a leggere un libro insieme, così che posso ascoltare le sue registrazioni e allo stesso tempo, anch’io posso registrarmi leggendo lo stesso libro.  E perciò, due giorni fa ho deciso di provarlo.  Inoltre, ho deciso di ritentare a leggere “Il nome della rosa”, il che è il primo libro italiano che ho comprato e ho abbandonato poco dopo perché (a quel tempo) era troppo difficile per me.

Fortunatamente, mentre lo trovo ancora difficile, capisco tanto più bene la grammatica italiana e ho un vocabolario più grande adesso.  Sono sicuro che questa volta finirò il libro.

Anche in inglese, leggo di rado ad alta voce.  A farlo in italiano è molto utile a me.  Dato che di solito non ho causa di parlare da solo, ma fa piacere quest’idea.  Mi rendo conto di non esser un buon parlatore d’italiano attualmente, ma spero che giorno dopo giorno migliorerò, purché lo parlo ogni giorno.

Ho iniziato a leggere un altro libro ad alta voce da solo sicché esercitare spesso.  Rimangono da praticare circa 3 mesi, poi sarò pur in Italia!

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I numeri romani

Questa posta probabilmente vi sembra un po’ ovvia perché sono semplicemente i numeri, vero?  Ma per gli inglesi, come io, i numeri romani non sono usati spesso.  Gli italiani usano i numeri romani molto molto spesso, di solito quando scrivono le date, benché noi inglesi non li usano mai oggi (beh, forse soltanto in qualche elenco, ma sempre i numeri bassi).  Allora, quando io li leggo, li trovo piuttosto difficile per capire.  Anche, tutti gli studenti nelle mie lezioni li trovano difficile, perché non gli siamo abituati.

Perciò questa posta serve semplicemente per riassumere come si usa i numeri romani.

Al tempo che sto scrivendo questo blog post, è l’anno MMX, o potresti dire (II)X.  L’anno scorso era MMIX o (II)IX.  La maggior parte della gente inglese probabilmente sanno le forme MMX e MMIX, comunque tante persone probabilmente devono pensarci un po’ prima di sapere che numeri fanno.

Le lettere che si usano

lettera numero
I 1
V 5
X 10
L 50
C 100
D 500
M 1000

La M fu aggiunto più recentemente e non fu usata dall’inizio.

Come leggerli

La ragione principale perché gli inglesi li trovano difficile, è perché si deve fare un po’ di semplice aritmetica mentre stanno leggendoli.

Aggiungiate tutte le lettere insieme:

  • I = 1
  • II = 2
  • III = 3
  • VI = 6
  • VII = 7
  • VIII = 8
  • XXX = 30
  • ecc…

Ma quando c’è un numero più basso del successivo, si deve sottrarlo:

  • IV = 4
  • IX = 9
  • XL = 40
  • CM = 900

Si può combinare queste aritmetiche, aggiungendoli e sottraendoli dalla sinistra alla destra:

  • XXIV = 24
  • CXL = 140

Attenzione!

Non si può sottrarre alcun numero che è più di un’unità diversa della precedente.  Ad esempio:

  • IL non fa 49, il qual’è XLIX!
  • IC non fa 99, il qual’è XCIX!
  • XM non fa 990, il qual’è CMXC!

Anche, si è sbagliato per sottrarre più di un numero del seguente.  Ad esempio:

  • IIX non è corretto per dire 8.  Si deve usare VIII.

Comunque, anche nella storia italiana, noi troviamo quest’errore ogni tanto.

Dei numeri più complicati

  • MCMXCIX = 1999, perché: M (1000) + CM (900) + XC (90) + IX (9) = 1999

I numeri più alti del mille

I romani non usarono la M all’inizio.  C’è un altro modo in cui dire i numeri oltre 1000.  Se si mette le lettere fra parentesi, il numero fra i parentesi si è moltiplicato da 1000.

Quindi:

  • (I) anche fa 1000
  • (X) fa 10.000
  • (XI) fa 11.000
  • (XXIV) fa 24.000
  • (M) fa 1.000.000

Si può anche aggiungere più di un paio dei parentesi per continuare a moltiplicare i numeri più di una volta:

  • ((IX)) fa 9.000.000.

Poi ricordatevi che può aggiungere altri numeri dopo (sta diventando difficile, eh?!)…

  • (X)IX = 10.009

Quando state usando la M, non è corretto per metterne più de tre in fila.  Si deve cambiare a usare i parentesi dopo 3000.  Perciò, i numeri 1000, 2000, 3000, 4000 e 5000 sono M, MM, MMM, (IV) (V).

Problemi con questa sistema dei numeri

L’aritmetica non è facile con i numeri romani, perché il metodo in cui si può sottrarre (e.g. IV) significa che la sistema non è “posizionale”.  Prima di poter fare l’aritmetica, si deve rimuovere la sottrazione, poi dopo aver fatto l’aritmetica, si deve rimettere la sottrazione.

Un altro problema è che non c’è alcuno zero.  Almeno, non un vero zero (si può scrivere la parola “nulla”).

Le frazioni

Questo ancora mi stupisce.  Mentre i romani ebbero un modo in cui scrivere le frazioni, fu molto difficile, e la precisione non fu molto esatta.  Non voglio scrivere troppo delle frazioni, ma essenzialmente tutto fu diviso da 12, e un dodicesimo fu scritto come un punto “.”.  Per una metà fu possibile scrivere la lettera S.  Quindi:

  • XIV… fa 14 e un quarto (14 più tre dodicesimi)
  • XIVS… fa 14 e 3 quarti (14 più una metà più tre dodicesimi)

Fu possibile per usare le frazioni più piccole, ma diventa molto più difficile per spiegare.  Anche, io non ho alcun’idea come furono scritti i numeri sotto zero.   Si può solo assumere che i romani non lo trovarono facile per fare la matematica complessa ;)

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Libro: Prigionieri del Paradiso

Questo libro è il mio terzo libro italiano appena finito.  E anche il mio preferito.  È scritto da Arto Paasilinna di Finlandia e parla di un naufragio d’aereo nel sud pacifico.

Secondo me, questo libro è molto impressionante.  Non mi piace i libri che passino un lungo tempo da descrivere i situazioni, mentre il lettore sta pensando a quando l’autore si arriverà al punto.  Perciò Prigionieri del Paradiso mi è piaciuto molto.  L’autore ha un modo da scrivere molto succintamente, senza di lasciare il lettore mancare l’immaginazione bel chiaro.

Ci sono così tanti cose che succedono fra le 197 pagine di questa storia.  È scritto in modo che mi sembri quasi come il nonno, oppure un buon amico si sta raccontandolo a voi.

Il libro si comincia a bordo l’aeroplano, il quale partì dal Tokyo in viaggio verso l’Europa.  L’autore scrive come se lui sta raccontando gli avvenimenti in prima persona.  Vedi i suoi pensieri e tutti le osservazioni solo dalla prospettiva dall’autore.  Così quando le cose stanno avvenendo senza l’autore in presenza, anche il lettore non sa che cose stanno succedendo.  L’autore descrive come l’aereo si trova sé in pericolo, in una gran tempesta.  Il pilota annuncia ai passeggeri che stanno per tentare a fare un ammaraggio.  Lo riescono e tutti partirono dall’aeroplano al mare.  Sono sopra una barriera corallina, evidente dai scogli intorno a loro.

Il mattino seguente l’autore si trova a riva, interamente bagnato dal mare.  Nessuno si vede, dunque cammina lungo la spiaggia cercando gli altri.  Ma niente.  Non ha alcuni cose, ad eccezione dell’orologio che ha smesso a funzionare, ma solo per un po’.

Passa tutta la giornata camminando lungo la spiaggia prima di decidere a girarsi a cercare l’altra direzione.  Dopo due giorni da solo, lui trova una donna in condizione pessima.  Dato che al questo punto l’autore ha trovato l’acqua (ma nessun cibo), le dà un sorso d’acqua con le mani.  Tutti e due trovano il resto del gruppo, circa una cinquanta di loro, la maggior parte di cui sono finlandese o svedesi.  Due sono stati morti dai squali.

Da questo punto, le persone abbandonati a quest’isola devono sostenersi fino al salvataggio.  Esplorano l’isola tropicale.  È pericoloso con i serpenti, i gamberi velenosi e altre animali pericolosi.  Dopo qualche giorno, tutti sono molto affamati e decidono che devono dividere il gruppo a squadri.  Eleggono un governo e ognuno si è assegnato un lavoro da sostenersi.

L’autore scrive del modo della vita su quest’isola, che è pericolosa, ma anche di solito piuttosto tranquilla.  Parla della libertà sessuale, delle amicizie, delle crimini, della guerra, delle relazioni e anche qualche idea interessante di sopravvivenza.

Dopo circa nove mesi sull’isola, tutti hanno imparato come ci sopravvivere e l’isola non sembra così pericolosa.  Attuano un’idea di salvataggio nella giungla perché possono tornare a casa.  Ma tutti volerete tornare dopo così tanto tempo lì?  Forse no.

Terrò d’occhio altri libri di quest’autore.  Forse altri sono anche piacevoli.

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Il Natale australiano e la mia golosità

Abbiamo passato il nostro giorno di Natale adesso e spero che tutti voi abbiate passato una buona giornata e che non abbiate mangiato troppo ;)

Volevo scrivere un po’ circa la mia giornata e come è così strano per me quassù in Australia.  Ho 26 anni e questo Natale era il mio terzo Natale in Australia.  Sempre mentre si avvicina il Natale qui non mi sembrava come un tempo natalizio.  Per primo, il tempo fuori è sempre molto caldo, e dato che io abbia vissuto in Inghilterra per oltre 24 anni dove il Natale si venga all’inverno, non sia l’aria di Natale all’estate sotto il sole.  Credo che una cosa mi piacesse vicino Natale fosse il fatto che dovunque dentro sia confortevole e piacevole dato che fuori sia freddissimo, possibilmente anche con la nevica come quest’anno.  Secondo, mia famiglia non è qui in Australia con me, e talvolta io sento la mancanza di casa a questo tempo dell’anno.  Ma nonostante, mi diverto il giorno sempre perché ho tanti amici intorno a me qui a Melbourne.  Questa città sempre mi dà piacere!

Allora, che cosa ho fatto quest’anno?  Come ho detto prima, non ho mia famiglia qui con me.  Dunque ho passato la giornata con qualche amici che sono nella posizione stessa.  Abbiamo fatto un “Natale di orfani” per quei che non hanno la famiglia qui a Melbourne.  Lasciami dirvi… abbiamo passato una giornata fantastica!   Però abbiamo mangiato tutt’altro che troppo.

Iniziamo la giornata con la colazione di crêpe e frutti, poi abbiamo mangiato il pranzo, il quale consisteva di un grande tacchino e verdura.  A questo punto tutti iniziavano a stancarsi e qualche di noi dormivamo un po’.  Abbiamo già mangiato troppo, ma c’era così di più cibo da mangiare.  Non potessimo cedere adesso!

Dopo un po’ del riposo e ancora pieni del cibo che abbiamo mangiato, pensavamo di andar a nuotare nella piscina, la qual’è suddivisa fra gli abitanti dell’apartamento del mio amico.  Piuttosto stupidamente abbiamo portato le nostre birre alla piscina (eravamo ragionevoli con loro) e la guardia di sicurezza ci ha venuto a dirci che dobbiamo andarsene via.  Ops!  Lui era molto gentile in il suo riguardo comunque.  Era l’ora di dolce comunque, perciò siamo tornati a casa e ci siamo riempiti di torta di frutta e panna.  Mamma mia, non credevo di poter mangiare un’altra cosa!  Ma presto dopo il mio amico stava prendendo il prosciutto arrosto dal forno e ce lo portando alla tavola.  Ho pensato «non posso», ma non volevo dirlo, così ho tentato a mangiare un po’ prima di iniziare a sentire male.  Non ne dovrei aver mangiare.  Avevo bisogno di sdraiarmi sul divano mentre gli altri tutti guardavano un film su TV.  Non potevo alzarmi per paura di vomitare.  Chissà se magari il “egg nog” che abbia preso questa mattina mi facesse male, e non il cibo.

Poco dopo, tutti volevano mangiare i gelati che avevo fatto.  Ci tacevo, non volevo mangiare nessun altro.  Ho detto a loro a mangiarli sé ma che io non volessi mangiarne.  Era un peccato perché io davvero volevo provare quei gelati dopo tutto il tempo che avevo passato per prepararli!  Beh, che cosa potevo fare?

Dopo un sonno di qualche ora mi sentivo meglio e tutti hanno deciso ad andare a letto, dunque sono tornato a casa.  Senza della malattia era una buonissima giornata.  Molto diverso del Natale inglese (la piscina? il sole? nessuna famiglia?), ma ero circondato di amici lo stesso, e cio è la quale importa :)

Evidentemente i miei amici hanno imparato del mio amore dell’Italia di recente perché ho ricevuto qualche regali italiani – libri di cucina, e il film famoso “La dolce vita” – magari guardarlo stasera.

Un cosa imparato: non si deve mangiare che cosa non si può mangiare.  Mai.

Buon Natale a tutti!

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