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Libro: Prigionieri del Paradiso
Posted by Chris Corbyn in I miei pensieri in italiano, Libri on 31 December, 2009
Questo libro è il mio terzo libro italiano appena finito. E anche il mio preferito. È scritto da Arto Paasilinna di Finlandia e parla di un naufragio d’aereo nel sud pacifico.
Secondo me, questo libro è molto impressionante. Non mi piace i libri che passino un lungo tempo da descrivere i situazioni, mentre il lettore sta pensando a quando l’autore si arriverà al punto. Perciò Prigionieri del Paradiso mi è piaciuto molto. L’autore ha un modo da scrivere molto succintamente, senza di lasciare il lettore mancare l’immaginazione bel chiaro.
Ci sono così tanti cose che succedono fra le 197 pagine di questa storia. È scritto in modo che mi sembri quasi come il nonno, oppure un buon amico si sta raccontandolo a voi.
Il libro si comincia a bordo l’aeroplano, il quale partì dal Tokyo in viaggio verso l’Europa. L’autore scrive come se lui sta raccontando gli avvenimenti in prima persona. Vedi i suoi pensieri e tutti le osservazioni solo dalla prospettiva dall’autore. Così quando le cose stanno avvenendo senza l’autore in presenza, anche il lettore non sa che cose stanno succedendo. L’autore descrive come l’aereo si trova sé in pericolo, in una gran tempesta. Il pilota annuncia ai passeggeri che stanno per tentare a fare un ammaraggio. Lo riescono e tutti partirono dall’aeroplano al mare. Sono sopra una barriera corallina, evidente dai scogli intorno a loro.
Il mattino seguente l’autore si trova a riva, interamente bagnato dal mare. Nessuno si vede, dunque cammina lungo la spiaggia cercando gli altri. Ma niente. Non ha alcuni cose, ad eccezione dell’orologio che ha smesso a funzionare, ma solo per un po’.
Passa tutta la giornata camminando lungo la spiaggia prima di decidere a girarsi a cercare l’altra direzione. Dopo due giorni da solo, lui trova una donna in condizione pessima. Dato che al questo punto l’autore ha trovato l’acqua (ma nessun cibo), le dà un sorso d’acqua con le mani. Tutti e due trovano il resto del gruppo, circa una cinquanta di loro, la maggior parte di cui sono finlandese o svedesi. Due sono stati morti dai squali.
Da questo punto, le persone abbandonati a quest’isola devono sostenersi fino al salvataggio. Esplorano l’isola tropicale. È pericoloso con i serpenti, i gamberi velenosi e altre animali pericolosi. Dopo qualche giorno, tutti sono molto affamati e decidono che devono dividere il gruppo a squadri. Eleggono un governo e ognuno si è assegnato un lavoro da sostenersi.
L’autore scrive del modo della vita su quest’isola, che è pericolosa, ma anche di solito piuttosto tranquilla. Parla della libertà sessuale, delle amicizie, delle crimini, della guerra, delle relazioni e anche qualche idea interessante di sopravvivenza.
Dopo circa nove mesi sull’isola, tutti hanno imparato come ci sopravvivere e l’isola non sembra così pericolosa. Attuano un’idea di salvataggio nella giungla perché possono tornare a casa. Ma tutti volerete tornare dopo così tanto tempo lì? Forse no.
Terrò d’occhio altri libri di quest’autore. Forse altri sono anche piacevoli.
Libro: Morale e Belle Ragazze
Posted by Chris Corbyn in Libri on 20 December, 2009
Dovrei aver scritto di questo libro la settimana scorsa, ma non l’ho fatto. Ho finito un libro si chiama “Morale e Belle Ragazze” il sabato scorso. È scritto da Alexander McCall Smith e si forma parte di una serie di 10 libri.
Terrò questo breve per qualche ragione. Prima: non è davvero un buon libro, secondo me. Secondo: non voglio scrivere una rivista lunga dopo ogni libro che io legga… e il libro che sto leggendo adesso è molto più buono.
Il libro parla di una donna si chiama Precious Ramotswe che dirige un’agenzia di investigatrici privati a Botswana. È il terzo da una serie di dieci libri, e non ho letto i primi due (non c’è nessun bisogno). Effettivamente la storia è circa quattro cose: due indagini, gli affari di un’officina e il depressione del uomo che dirige l’officina di solito.
Gli indagini si trattano di un sospettato avvelenatore/avvelenatrice, e anche della concorrenza di «Miss Bellezza e Integrità» di Botswana, dove l’investigatrice deve trovare la donna di più fidata.
Mentre il libro ha solo 230 (più o meno) pagine, è piuttosto noioso secondo me, perché (e forse dovrei aver letto i primi due della serie) è troppo prevedibile e l’autore scrive estremamente semplicemente (un po’ come me col mio italiano, eh?!).
Allora, sto leggendo “Prigionieri del Paradiso”. Mi piace (fino ad ora) questo libro perché l’autore ha un modo particolare di scrivere proprio succintamente, ma terrò ciò rivista finché lo sto leggendo.
Libro: Il bambino con i petali in tasca
Posted by Chris Corbyn in Libri on 3 November, 2009
Ho appena finito il mio primo libro italiano. Ho passato un po’ oltre una settimana per finirlo e mi è piacciuto molto. Non è il primo libro che io abbia comprato comunque. Ho comprato un libro famoso prima – Il nome della rosa. Però, quel libro era tanto troppo difficile per me, quindi ho comprato un nuovo libro il sabato scorso. Il libro si chiama Il bambino con i petali in tasca e è scritto da Anosh Irani (credo che sia tradotto dall’inglese). Questo libro è molto di più facile per me a capire.
Si racconta di un bambino di dieci anni che vive in una cittadina vicino Bombay. Il bambino, Chamdi, abita in un orfanotrofio fra qualche altro bambino. Sempre Chamdi vuole sapere chi sono i suoi genitori, e crede che la donna che se lo tratta ne sa di loro. Un giorno quando Chamdi scopre che lui fosse abbandonato lì da il suo padre dopo è nato, Chamdi decide di scappare dall’orfanotrofio per cercare da suo padre a Bombay.
Bombay e una città molto pericolosa, molto violenta con i scontri tra i musulmani e gli indù. Però, Chamdi non ha mai visto Bombay e vuole credere che sia una città bellissima e divertente per i bambini viverci. Scoprirà presto comunque che sia sbagliato… la vita in Bombay sia una terribile vita per alcun bambino.
Cambiarà per sempre la vita di Chamdi. Chamdi è un bambino molto innocente, non ha mai commesso alcune crimini, ma qui a Bombay troverà che sia fra tante persone chi fanno i lavori sporchi, e che lui anche farà il lavoro sporcho.
Ho trovato questo libro ad esser quasi triste. Talora ci sono delle sorprese dove la storia si cambia velocemente, all’improvviso.
Adesso che io lo abbia letto questo libro, sono ispirato di legger un’altro. E io non leggo neanche i libri inglesi, tanto meno i libri italiani!
Il nome della rosa… forse un po’ troppo difficile per me!
Posted by Chris Corbyn in I miei pensieri in italiano, Learning Experiences, Libri on 23 October, 2009
Qualche settimana fa ho comprato un libro italiano per aiutarmi ad imparare a leggere l’italiano. Oh mio Dio, la mia scelta dei libri non era forse una buona scelta! Ho scelto un libro famoso da Umberto Eco – Il Nome della Rosa. Qualche persona mi hanno detto che hanno letto questo libro in inglese e che sia un libro difficile per leggere, ma ancora l’ho comprato comunque.
Quando ho iniziato a leggerlo ho usato il mio dizionario quasi ogni frase, quindi leggevo molto molto lentamente, ma comunque ho pensato che andava bene lo stesso. Ora sto solo alla pagina 52 ed adesso vedo che cosa gente si dice quando si dice che sia molto difficile per leggere. Umberto è un autore fantastico, ma è vero, non posso capire la sua opera perché scrive le descrizioni molto lungho e complicato. Penso di cederlo e trovare un libro un po’ più semplice per me. Non mi dispiacerebbe se avrò bisogno di usare il mio dizionario spesso, ma solo se le parole sono più moderne e utile per parlare in questi giorni, in conversazione con gli italiani quando sono in Italia l’anno prossimo. Non credo che le parole di Eco saranno molto utile!
Quale libro mi consigli? Conosco che ci siano i libri bilingue (con le pagine opposte), ma userei l’inglese traduzione troppo spesso, così preferirei un libro normale cui mi costringe a ricordarsi le parole nuove che mi troverò.
Subito, Il Nome della Rosa rimanerà sul mio scaffale per un altro giorno nel futuro.
